Ristrutturazione edilizia e Recupero del patrimonio ? Dipende dal Catasto

Come è possibile effettuare una ristrutturazione edilizia in ottica di Recupero del Patrimonio edilizio?

Sono abbastanza diffusi i lavori in casa per interventi di ristrutturazione per il recupero del patrimonio edilizio, ad esempio per la divisione di uno o più appartamenti.

Molto comune il caso in cui i genitori dividono una parte della loro abitazione per metterla a disposizione del figlio.

Il caso inverso è quando viene effettuata una unione (dal punto di vista tecnico si parla di fusione catastale) di due appartamenti confinanti, per l’esigenza di avere più metri quadri disponibili.

La legge riconosce una detrazione di imposta lorda pari al 50% delle spese (che ovviamente devono essere documentate) per questi interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Visto che l’articolo 16-bis del Tuir concede le agevolazioni fino ad un ammontare delle spese non maggiore di 96 mila euro per unità immobiliare, sulle unità immobiliari residenziali e sulle pertinenze associate.

E’ pertanto comune la domanda entro quale limite di spesa è possibile ottenere le detrazioni fiscali ?

La normativa deve essere interpretata nel senso che “nel caso di interventi di recupero edilizio che comportino l’accorpamento di più unità abitative o la suddivisione in più immobili di un’unica unità abitativa, per la individuazione del limite di spesa, vanno considerate le unità immobiliari censite in catasto all’inizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori”.

(circolare 121/E del 11/05/1998 e, in ultimo, circolare n. 7/E del 4/04/2017 Detrazioni Fiscali 2017).

Le pratiche SCIA, richieste per ottenere l’autorizzazione dal Comune per effettuare i lavori di divisione o di accorpamento delle unità immobiliari, dovranno riferirsi alla situazione catastale esistente all’inizio dei lavori.

Questo determina quindi il riferimento per la definizione del numero di unità immobiliari esistenti all’inizio dei lavori denunciati.

Pertanto gli eventuali interventi edilizi successivi, effettuati sulle stesse unità immobiliari, per poter essere considerati detraibili autonomamente, rispetto a quelli eseguiti precedentemente, dovranno essere attestati autonomamente dalla documentazione richiesta dalla normativa edilizia vigente.

Per tutti i casi, ai fini della richiesta di detraibilità delle spese sostenute, è necessario il rispetto delle condizioni soggettive e della normativa prevista dalla legge.

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Come è possibile effettuare una ristrutturazione edilizia in ottica di Recupero del Patrimonio edilizio? Sono abbastanza diffusi i lavori in casa per interventi di ristrutturazione per il recupero del patrimonio edilizio, ad esempio per la divisione di uno o più appartamenti. Molto comune il caso in cui i genitori dividono una parte della loro abitazione per metterla a disposizione del figlio. Il caso inverso è quando viene effettuata una unione (dal punto di vista tecnico si parla di fusione catastale) di due appartamenti confinanti, per l'esigenza di avere più metri quadri disponibili. La legge riconosce una detrazione di imposta lorda pari al 50% delle spese (che ovviamente devono essere documentate) per questi interventi di recupero del patrimonio edilizio.
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