Rendita catastale : a cosa serve e come si calcola

rendita catastale

Cos’è la rendita catastale ?

La rendita catastale è la base per determinare il valore di un immobile ai fini del calcolo imu e viene viene definita sulla base di due elementi:

1. Dimensione dell’immobile: ovvero numero dei vani, la superficie e la volumetria

2. Estimo: la tariffa di estimo è relativa alla zona censuaria in cui è situato l’immobile e alla sua tipologia. Le tariffe d’estimo sono determinate dal comune sulla base della destinazione d’uso prevista per l’immobile

Al termine della costruzione dell’immobile, il proprietario ha trenta giorni per proporre una rendita all’agenzia del territorio in base alla destinazione d’uso dell’immobile. L’agenzia del territorio a sua volta può accettare la rendita proposta o attribuirne una nuova. La moltiplicazione di tale rendita per il moltiplicatore relativo alla sua destinazione d’uso determina il valore al catasto dell’immobile in questione.

Ogni unità immobiliare ha la propria rendita catastale, ad eccezione degli immobili a destinazione particolare (stazioni, ponti, chiese, cimiteri, etc.).

Il calcolo del valore catastale viene individuato per la maggior parte delle unità immobiliari moltiplicando la consistenza dell’immobile (espressa in vani catastali, mq o mc) per il rispettivo valore riportato nelle tariffe d’estimo, elaborate dall’Agenzia del Territorio in funzione del Comune, della zona censuaria, della categoria e della classe di merito.

Come si ottiene la rendita catastale di un immobile ?

La rendita catastale si può ottenere richiedendo la visura all’ufficio dell’Agenzia del Territorio oppure attraverso il servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate, denominato Consultazione rendite catastali. Per effettuare la procedura online è necessario indicare: il proprio codice fiscale, gli identificativi o dati catastali (Comune, sezione, foglio, particella) e la provincia di ubicazione del fabbricato.

In alternativa è possibile utilizzare il servizio di Visura Catastale

Come si calcola la rendita catastale per gli immobili urbani ?

L’Agenzia delle Entrate suddivide il territorio in zone omogenee; quindi suddivide gli immobili di ciascuna zona in categorie e classi. Ad ogni unità immobiliare viene quindi associata la consistenza  (ovvero la grandezza) sulla base della dimensione, espressa in vani, metri cubi (mc) o metri quadrati (mq).

Quali sono le categorie catastali ?

Le categorie catastali sono:

  • A (uso abitazione/uffici) – consistenza  calcolata in vani
  • B (alloggi collettivi) – consistenza  calcolata in mc
  • C (uso commerciale e vario) – consistenza  calcolata in mq

L’Agenzia delle Entrate determina infine la tariffa d’estimo unitaria di ogni categoria e classe. La tariffa d’estimo esprime il reddito del bene immobile al netto di spese e perdite eventuali, al lordo di imposte e contributi.
La rendita catastale di ciascuna unità immobiliare viene quindi calcolata moltiplicando semplicemente la consistenza  x la tariffa d’estimo.

Valore catastale: la base imponibile su cui si calcolano le imposte

La base imponibile, ovvero il valore su cui applicare le aliquote d’imposta, è il valore dei beni immobili determinato per via tabellare partendo dalla rendita catastale dell’anno in corso. Questo valore è diverso a seconda dei tipi di immobile.

  • VALORE ABITAZIONI – categoria  A (escluso A10), C/2, C/6, C/7
  • rendita  x 1,05 = rendita rivalutata x 160
  • esempio: abitazione A/2 con rendita € 813,42
  • base imponibile (valore fiscale) = € 813,42 x 1,05 x 160 = € 136.655,00
  • VALORE UFFICI – categoria A10
  • rendita x 1,05 = rendita rivalutata x 80
  • VALORE NEGOZI – categoria C/1
  • rendita  x 1,05 = rendita rivalutata x 55

Per completezza d’informazione, inoltre, segnaliamo:

  1. L’esistenza di altre due categorie catastali:
    1. immobili a destinazione speciale (industriali e commerciali a cui viene attribuita una rendita con modalità diverse)
    2. immobili a destinazione particolare (senza rendita: stazioni, ponti, chiese, etc.);
  2. nel Catasto Terreni la rendita catastale è collegata alla particella  (o mappale: è una porzione di terreno, appartenente al medesimo proprietario, nel medesimo comune, evidenziata sulla mappa) distinta in: Reddito Domenicale (RD) che viene attribuito al proprietario, Reddito Agrario (RA) che viene attribuito all’attività agricola.

 A che serve la rendita catastale ?

Conoscere la rendita al catasto di un immobile torna utile non solo al proprietario, ma anche all’acquirente in quanto egli può sapere così in anticipo le spese da sostenere per un determinato immobile.

Nello specifico, la rendita catastale serve a:

  • calcolare le imposte sulla casa: Imu, Tasi, imposta successioni e donazioni, imposte ipotecaria e catastale, imposta sul reddito delle persone fisiche
  • compilare il Modello ISEE

 

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