Dichiarazione di conformità impianti nella compravendita

dichiarazione di conformità impianti

Cosa prevede la normativa per la dichiarazione di conformità impianti

Dichiarazione di conformità impianti , la normativa prevede che gli impianti esistenti negli edifici:

  • elettrici
  • idrosanitari e termici
  • per l’utilizzazione del gas
  • e tutti gli altri impianti elencati nell’art. 1 del decreto Il DM 37/2008

a prescindere dalla tipologia e dalla destinazione d’uso dei fabbricati e a prescindere dall’epoca di costruzione degli stessi, debbano essere sottoposti a idonee procedure intese a garantire la costruzione e l’installazione degli stessi a regola d’arte, nonché l’utilizzazione di materiali dotati di meccanismi di sicurezza.

Le ditte installatrici, al termine dei lavori, devono rilasciare al committente apposita dichiarazione di conformità  impianti realizzati. Queste dichiarazioni di conformità  rappresentano per i fabbricati di nuova costruzione la condizione indispensabile per il rilascio del certificato di agibilità. Nel caso in cui la dichiarazione di conformità impianti non sia stata prodotta o non sia più reperibile, l’atto è sostituito per i soli impianti eseguiti prima del 27 marzo 2008 da una dichiarazione di rispondenza.

La dichiarazione conformità impianti devono riguardare anche le parti condominiali.

Nel caso di edifici condominiali infatti alcuni degli impianti espressamente elencati nella normativa rientrano proprio tra le parti comuni (si pensi ad esempio all’ascensore o all’impianto di antenne centralizzato). La normativa riguarda anche ogni impianto esterni se è collegati, anche solo funzionalmente, agli edifici (si pensi all’impianto di illuminazione di giardini o cortili condominiali).

Comunque Nel caso di stipula di un atto di compravendita può essere evitata la consegna della documentazione relativa ai sistemi impiantistici condominiali (ad esempio il libretto di manutenzione dell’ascensore) se essa sia conservata dall’Amministratore di Condominio (e quindi a disposizione di ciascun condomino).

La contrattazione immobiliare e la dichiarazione di conformità impianti

L’attuale normativa non prevede alcun limite alla trasferibilità di edifici con impianto non conforme.

Tuttavia la conformità dell’impianto alla normativa di sicurezza se da un lato non incide sulla commerciabilità giuridica di un fabbricato, dall’altro, costituendo il presupposto per l’utilizzabilità degli impianti del fabbricato stesso può incidere (come il certificato di agibilità) sulla sua commerciabilità economica.

Il venditore è infatti tenuto a garantire: che il bene non presenti vizi ed in particolare a che ogni impianto sia conforme alle norme in materia di sicurezza.

Il venditore potrà pertanto essere chiamato a rispondere dei danni subìti dall’acquirente a causa della non conformità alle norme di sicurezza dei sistemi impiantistici in dotazione dell’immobile venduto.

In base a questa premessa, in tutti gli atti di compravendita di fabbricati dotati di impianti, c’è l’esigenza di regolamentare la conformità degli impianti alle norme di sicurezza nell’interesse di entrambe le parti ovvero:

  • del  venditore, che ha tutto l’interesse di esplicitare lo “status” degli impianti per non vedersi poi coinvolto in azioni di tutela poste in essere dall’acquirente (risoluzione del contratto o riduzione del prezzo e/o risarcimento del danno)
  • dell’acquirente che ha tutto l’interesse di sapere, prima della stipula del contratto, se potrà utilizzare gli impianti senza dover eseguire interventi di adeguamento (e che non intende affrontare le spese e i tempi lunghi di un giudizio per ottenere la risoluzione del contratto, ovvero la riduzione del prezzo e/o il risarcimento dei danni subìti).

Pertanto, fermo restando che la conformità dell’impianto  non incide sulla commerciabilità dei fabbricati e che è comunque possibile, con il consenso di tutte le parti, trasferire immobili con impianto non conforme o comunque “non garantito conforme” va rilevato che:

a)            se  sono conformi (e la conformità andrà valutata con riferimento alla normativa in vigore all’epoca in cui i sono stati realizzati, rifatti ovvero adeguati) il venditore ne darà atto e presterà, nell’interesse dell’acquirente, la relativa garanzia (in occasione della stipula dell’atto di compravendita, il venditore ha l’obbligo di consegnare all’acquirente la dichiarazione di conformità impianti , nonché, se esistente, l’eventuale libretto di uso e manutenzione degli impianti.

b)           se non sono conformi andrà verificata la volontà delle parti sul come intendano disciplinare e regolare i rispettivi rapporti. In tal caso:

  • l’acquirente ha il diritto di pretendere la messa a norma degli impianti e quindi richiedere di rinviare la stipula del contratto di compravendita a data successiva al completamento dei lavori di adeguamento (e in tal modo, una volta attestata la loro conformità, si rientrerà nell’ipotesi del punto a);
  • l’acquirente potrà, altrimenti, accettare l’acquisto dell’immobile anche con impianti non conformi, assumendo a proprio carico l’onere dell’adeguamento e tenendo ovviamente conto di tutto ciò nella determinazione del prezzo (in questo caso non ci sarà la garanzia del venditore)

c)           se il venditore non conosce lo stato degli impianti e quindi non è in grado di definire la conformità degli impianti:

  • l’acquirente ha il diritto di pretendere la verifica dello stato degli impianti e, in caso di loro conformità, la dichiarazione di rispondenza (sostitutiva della dichiarazione di conformità); ovvero, in caso di accertata non conformità, la loro preventiva messa a norma e quindi di rinviare la stipula del rogito a data successiva alla verifica e completamento degli eventuali lavori di adeguamento.
  • l’acquirente potrà altrimenti accettare l’acquisto dell’immobile anche con impianti non garantiti conformi, assumendo a proprio carico l’onere (e il rischio) della verifica e di un eventuale loro adeguamento, tenendone ovviamente conto nella determinazione del prezzo (in questo caso non ci sarà la garanzia del venditore).

Nel caso di stipula di un atto di compravendita può essere evitata la consegna della documentazione relativa ad ogni impianto condominiale (ad esempio il libretto di manutenzione dell’ascensore) se essa sia conservata dall’Amministratore di Condominio (e quindi a disposizione di ciascun condomino).

L’obbligo di adeguamento di un impianto non conforme

Gli impianti esistenti, peraltro, dovrebbero essere tutti a norma, anche se diverse erano le prescrizioni da osservare a seconda che si trattasse di sistemi realizzati prima o dopo il 13 marzo 1990 (data di entrata in vigore della legge 46/1990); infatti:

  • per un impianto realizzato prima del 13 marzo 1990 non vi era l’obbligo di totale rifacimento dell’impianto ma più semplicemente l’obbligo di adottare alcuni accorgimenti minimi di sicurezza: ad esempio per gli impianti elettrici venivano richiesti la messa a terra e l’installazione del “salvavita”; questi impianti dovevano essere adeguati entro tre anni dall’entrata in vigore della l. 46/1990 (termine prorogato al 31.12.1998);
  • gli impianti successivi al 13 marzo 1990 dovevano (anche dopo l’entrata in vigore del DM 37/2008 che ha sostituito la legge 46/1990) essere integralmente realizzati secondo le norme UNI e CEI in vigore al momento dell’esecuzione dei lavori. Le stesse norme dovranno, inoltre, essere applicate anche per gli impianti da realizzare in futuro.

Si può tuttavia far derivare dal sistema normativo vigente un principio:

  • per l’utilizzo di un impianto esso deve essere conforme alle norme di sicurezza vigenti all’epoca di realizzazione o adeguamento (o ai criteri minimi posti per gli impianti ante 13 marzo 1990).

È consigliabile regolamentare i rapporti tra le parti nel caso di trasferimento di immobili con impiant0 non conforme, di disciplinare l’obbligo di procedere alla messa a norma degli impianto, prevedendo espressamente se tale obbligo:

  • resterà a carico del venditore, prevedendo in tal caso, i tempi per il completamento dei lavori e le necessarie garanzie;
  • verrà assunto dall’acquirente, che dichiarerà la sua consapevolezza sui rischi derivanti dal mancato adempimento di tale obbligo e dall’utilizzo di un immobile con impianti non a norma.

La locazione

Il contratto di locazione, pur non avendo gli effetti della compravendita, comporta tuttavia il subentro di un soggetto a un altro nella detenzione di un bene.

Appare quindi opportuna, anche nel caso della locazione, la regolamentazione della conformità degli impianti alle norme di sicurezza.

Si rammenta, inoltre, che anche il locatore deve garantire che l’immobile locato sia privo di vizi, è tenuto a risarcire i danni derivanti dagli eventuali vizi esistenti e può essere esonerato da responsabilità per i vizi esistenti (se non taciuti in malafede e se non siano tali da rendere impossibile il godimento della cosa).

Particolare tutela, inoltre, è riconosciuta al conduttore nel caso di vizi che espongono a serio pericolo la salute sua o dei suoi familiari o dipendenti, come potrebbe avvenire nel caso di impianti non conformi.

 

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