Come vendere al meglio casa in cinque mosse

come vendere al meglio casa

Per chi sta pensando di vendere casa, l’estate è il momento giusto per raccogliere idee e informazioni, per come vendere al meglio casa in cinque mosse, un’attività che richiede tempo e pazienza, soprattutto se si decide di procedere da privati.

In media, su base nazionale, il tempo medio per piazzare il proprio immobile è di 8,7 mesi, con qualche vantaggio in più nei centri principali, come Roma (7,5 mesi) o Firenze (7 mesi).

I prezzi, invece, restano ancora al palo. Quindi, chi avesse acquistato nel periodo massimo, a cavallo del 2007, dovrà in ogni modo incassare una perdita. Quanto meno, però, a livello di commerciabilità le prospettive sono discrete visto che le compravendite stanno ripartendo. Secondo l’ultimo dato Istat, nel primo trimestre 2016 i rogiti notarili per trasferimenti immobiliari sono cresciuti del 17,9% rispetto allo stesso periodo 2015.

Ecco i passi da seguire.

1 – Valutare una piccola ristrutturazione
Oggi c’è abbondanza di offerta, sia di nuovo sia di usato, a tutti i prezzi. Quando si mette in vendita un alloggio occorre allora guardarlo con occhi imparziali: c’è qualche elemento che scoraggia al primo colpo d’occhio? Potrebbe trattarsi di infissi ormai rovinati, intonaco troppo opaco, parquet eccessivamente usurato, piccole incrostazioni in bagno. Tutti aspetti che forse sarebbe meglio correggere, cercando di contenere la spesa, prima di mettere l’immobile sul mercato. L’immobile deve poi essere il più possibile “neutro” in modo che possa piacere a un numero ampio di persone.

2 – Preparare i documenti
Prima di iniziare la vendita è meglio raccogliere i documenti principali relativi all’immobile, indispensabili in sede di trattativa, ma anche utili per fare un punto sull’oggetto e stabilirne il prezzo corretto: atto di provenienza, pianta e visura catastale, certificazione energetica (obbligatoria e quindi eventualmente da far approntare da un professionista) , documenti condominiali con indicazione dei millesimi e delle spese annuali (saldate), eventuale ipoteca o contratto d’affitto se l’immobile è locato, più altri incartamenti che comunque saranno utili in seguito, come garanzie e schemi di tutti gli impianti.

3 – Decidere a chi affidarsi
Si può tentare la strada della trattativa tra privati o affidarsi a un’agenzia immobiliare. Impossibile dare un consiglio vincolante, dipende dal tempo a disposizione e dalla propensione del venditore. L’agenzia rappresenta la strada più costosa, perché chiederà una percentuale circa del 2-3% sul prezzo di vendita e potrebbe offrire servizi extra, pagati a parte, come la preparazione dell’immobile a livello di home staging o la pubblicazione dell’annuncio in posizioni di rilievo sui maggiori portali immobiliari. Naturalmente il vantaggio è che l’agenzia aiuta a pubblicizzare l’immobile e a selezionare il potenziale acquirente più adatto, a formare il prezzo corretto, organizza le visite degli interessati, segue passo l’iter composto da proposta d’acquisto-preliminare di vendita-rogito. Per chi sceglie l’agenzia, assicurarsi che si tratti di agenti almeno iscritti alle più comuni associazioni di categoria, come Fiaip, Fimaa o Anama.

4 – Definire il prezzo

Valutare correttamente l’immobile è essenziale. Per chi vuole un documento redatto dall’esterno, con una cifra scritta nera su bianco, si può chiedere a un valutatore professionista di redigere una vera e propria perizia dell’immobile, che costa alcune centinaia di euro. È un documento utile perché, oltre a indicare un prezzo di mercato, sintetizza lo stato di conservazione del bene e degli impianti. Le agenzie immobiliari, invece, in genere offrono gratuitamente una valutazione di base. Ovviamente, se si chiede questo servizio, poi si viene “tempestati di telefonate” per ottenere l’incarico di vendita.

Ma anche se si procede da soli, non è così impossibile formare un prezzo. Tramite i principali portali di annunci occorre verificare la quotazione media al metro quadrato del proprio quartiere (si può fare ormai sui maggiori come Immobiliare.it, Casa.it, Idealista.it) e poi, per un dettaglio maggiore, verificare gli annunci delle abitazioni simili alla propria per ampiezza, numero vani, piano e altro dettagli. Molto utile anche una visita su www.borsinoimmobiliare.it, portale che fornisce una stima al metro quadrato incrociando diverse fonti (Agenzia Entrate, Istat, Banca d’Italia) e sul sito Omi dell’Agenzia delle Entrate.

Occorre, in genere, prepararsi a trattare un po’. Se si resta inchiodati alla richiesta di partenza, i tempi si allungano. Oggi, in media, si calcola che per chiudere una trattativa si accordi uno sconto del 10-15% rispetto al prezzo pieno proposto in partenza.

5 – Mettere l’abitazione in vetrina

Chi compra, prima di visitare un immobile vuole sapere tutto: localizzazione il più possibile precisa, caratteristiche e, soprattutto, vedere in anticipo delle foto, sia interne sia esterne. Inutile barare. Se si sceglie di essere “evasivi”, il potenziale acquirente rivolgerà l’attenzione altrove. Dunque, negli annunci pubblicati sui siti, bisogna essere esaurienti come informazioni e immagini. Con alcune accortezze. Fotografare gli ambienti nel momento della giornata di massima luce; se l’ambiente è piccolo, preferire qualche particolare al posto del campo lungo; ordinare le stanze e ritrarle il più possibile spersonalizzate, senza oggetti personali, quasi a riprodurre l’effetto di un catalogo. Non male anche l’idea di girare brevi video.
Il portale Casa.it, ad esempio, permette di caricare annunci che consentono una visione a 360° della stanza, un plus apprezzato da chi compra.

 

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