Catasto : cos’è e quali sono le sue finalità.

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Il catasto (dal greco κατάστιχον, ossia lista) è l’inventario dei beni immobili esistenti nel territorio nazionale.

Il catasto cos’è. Il catasto è costituito di un complesso di documenti in cui si registrano le caratteristiche
tecnico-economiche degli immobili e i dati identificativi dei relativi possessori e in cui si tiene nota
delle mutazioni che si verificano nel tempo.

Il catasto può essere definito il registro degli immobili: l’inventario dei documenti (atti, registri, elementi grafici, disegni)

che ha lo scopo di censire e di descrivere i beni immobili (terreni e fabbricati) situati in un determinato territorio

Assolve, essenzialmente, le funzioni:
− fiscali, che consistono nel determinare il reddito degli immobili ai fini dell’applicazione delle
imposte dirette e indirette;
− civili, che consistono nell’individuare i beni immobili e tenere distinti i diritti reali gravanti su di
essi (proprietà, usufrutto ecc.), al fine anche di fornire i necessari riferimenti identificativi o
estimativi per le procedure amministrative o giudiziarie relative agli immobili (ad esempio per fini
espropriativi);
− giuridici, che consistono ne lla possibilità di attribuire ai documenti catastali valore probatorio dei
diritti reali.
Il Catasto italiano non ha funzione probatoria, ossia non garantisce che il soggetto intestatario
dell’immobile sia l’effettivo titolare dei diritti reali sul bene; vi è una parallela struttura pubblica, la
Conservatoria degli Uffici Immobiliari, che assolve alla funzione di custodire e di garantire una
raccolta organizzata degli atti costitutivi e traslativi dei diritti reali sui beni immobili.
Il sistema catastale italiano è attualmente suddiviso in Nuovo Catasto Edilizio Urbano (NCEU) e
Nuovo Catasto Terreni (NCT), in cui sono registrati sia terreni che fabbricati rurali. Le funzioni
catastali sono attribuite al dipartimento delle Politiche fiscali presso il ministero dell’Economia e
delle Finanze, che le esercita avvalendosi degli Uffici Provinciali dell’Agenzia dell’Entrate, che
hanno il compito di controllare il conseguimento dell’equità nel campo dell’imposizione fiscale
immobiliare e di contrastare l’evasione fiscale.

I catasti comunali o estimi del Medioevo stabilivano che i cittadini avessero iscritti in essi i loro beni mobili e immobili. C’erano spesso grandi differenze tra gli Stati. Con l’Impero napoleonico i funzionari applicarono un modello comune.

Tuttavia solo con l’unità d’Italia ci fu una grande rielaborazione dei catasti, poiché i sistemi in uso negli stati preunitari differivano ancora fra loro per metodo ed evidenze; alcuni erano geometrici, altri descrittivi, qualcuno mancava di triangolazioni, di misurazioni, di scale e di diverse basi.

Con la fine della Prima Guerra Mondiale entrano a far parte del Regno d’Italia le province della Venezia Tridentina (Bolzano e Trento) e della Venezia Giulia (Trieste, Gorizia, Fiume, Pola e Zara). Con esse viene ereditato il Catasto Austriaco, che viene mantenuto in vigore parallelamente a quello  Italiano perché, può dare indicazioni di carattere probatorio.

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