Catasto Tavolare : differenze con il catasto tradizionale

catasto tavolare

 In italia, accanto al sistema catastale tradizionale esiste, nelle sole provincie di Trento e Bolzano, Trieste, Gorizia e in alcuni comuni delle province di Udine, Brescia, Belluno e Vicenza il catasto tavolare della pubblicità immobiliare derivato  direttamente dalla legislazione austro-ungarica e rimasto in vigore fino ad oggi.

  Il catasto tavolare esisteva già fin dalla prima metà del 1400 in Boemia e consisteva essenzialmente in una serie di consuetudini riguardanti i registri pubblici nei quali venivano riportati  tutti gli atti di costituzione e di variazione dei diritti di proprietà  solo in seguito alla esibizione della  prova della degittimità del titolo  di diritto. Già all’epoca venne introdotto il principio fondamentale secondo cui l’iscrizione non è una semplice prova bensì un requisito “sostanziale” per l’acquisto ed il trasferimento della proprietà e dei diritti reali su immobili.

Successivamente tale principio fu adottato dalle vicine regioni , fino ad essere inserito nel codice civile austriaco nel 1811, che lo rendeva obbligatorio per tutte le province dell’Impero.

 Il Catasto Tavolare è quindi un complesso di norme avente carattere di diritto speciale, vigente nei territori già soggetti all’Impero austro-ungarico ed annessi all’Italia dopo la I Guerra Mondiale, che prevale sulla Legge Civile comune, qualora con questa incompatibile.

Il  Libro fondiario viene rappresenta quell’ insieme di registri, atti e documenti, che riportano, per tutti gli immobili ubicati di un determinato comune catastale, lo stato giuridico delle variazioni di fatto e di diritto che si sono succedute nel corso degli anni.

Gli immobili, terreni e fabbricati,individuati nelle particelle fondiarie ed edificiali della mappa catastale costituiscono le “unità immobiliari base” per la costituzione del corpo tavolare (unità fisica appartenente allo stesso proprietario).

Il corpo tavolare  a sua volta rappresenta la base reale della partita tavolare,costituito da  un certo numero di fogli che contengono le iscrizioni riferite alle particelle.
La partita tavolare invece, si divide in tre fogli caratterizzati ciascuno da una lettera dell’alfabeto: A, B e C.

Il foglio A  detto anche foglio di consistenza,  è a sua volta diviso in due sezioni:

foglio A1 dove viene riportatala  partita tavolare con indicazione del numero, della sezione, del comune, del distretto, del numero delle particelle che costituiscono il corpo tavolare, del numero del foglio di mappa  della località, della destinazione della coltura del fondo e della qualità dell’edificio;

foglio A2 che contiene l’elenco delle iscrizioni e delle variazioni fatte nel foglio A1

Il foglio B,  dove vengono menzionati i diritti di proprietà sul corpo tavolare, nonché le limitazioni  a cui il proprietario fosse eventualmente sottoposto .

Il foglio C detto “foglio degli aggravi”, sono riportate le iscrizioni dei diritti reali che gravano il corpo tavolare (servitù passive, diritti di usufrutto, uso, abitazione, ecc.), nonché le ipoteche.

Tutte le partite tavolari in un comune catastale costituiscono il libro fondiario di quel comune.

Il catasto tavolare è un sistema a base propriamente reale, cioè esso riguarda sempre ed unicamente l’immobile.

Pertanto, per conoscere la storia  di un immobile (l’attuale e i predenti proprietari, i gravami e formalità, ecc.), basta conoscere il numero della  particella e tramitela partita tavolare che la contiene, si possono subito conoscere tutte le iscrizioni che la riguardano.

Quindi, oltre alla facilità dell’accesso, è garantita  l’affidabilità dei risultati e la massima “sicurezza” per il terzo acquirente.

Il procedimenti nel catasto tavolare sono affidati eclusivamente al Magistrato in veste di Giudice tavolare e pertanto nessuna iscrizione può avvenire nel Libro fondiario, se non ordinata con un decreto dello stesso e a seguito di un rigoroso controllo sulla legittimità ed efficacia del titolo.